MONDO d'ARTE - gli artisti vivono in un altro mondo

   CLAUDIO BELLINI    

bellini.claudio@libero.it

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POESIE

vincitore del CONCORSO d'ESTATE II edizione (2002) (premiazione 21.10.2002) di MONDO d'ARTE
per la sezione di POESIA, con Crisalidi d'acciaio


  B I O G R A F I A    

CLAUDIO BELLINI E' NATO A VALENZA (AL) IL 26/12/1955 E RISIEDE A VALENZA (AL) IN VIA DEL CASTAGNONE 22
TEL. 0131952964. CELL. 3382417242

COLLABORA CON IMPORTANTI RIVISTE LETTERARIE TRA CUI:
POETI NELLA SOCIETA', NOIALTRI, FLEURS DE LUNE.

MOLTE SUE OPERE SONO PRESENTI IN PRESTIGIOSE ANTOLOGIE NAZIONALI ED INTERNAZIONALI.

DAL 1990 AD OGGI HA RACCOLTO NUMEROSI RICONOSCIMENTI IN IMPORTANTI CONCORSI LETTERARI.
I PIU RECENTI SONO :
1° CLASS. LA CAMPANA. AVEGNO (GE) 2002
1° CLASS. ANDREA DA PONTEDERA. PONTEDERA (PI) 2002
1° CLASS. ANTICHI COME LE MONTAGNE. PIOSSASCO (TO) 2002
1° CLASS CITTA' DI CASTELLAMONTE (TO) 2002
1° CLASS. VENTO DELLE ALPI. CERVINIA (AO) 2002
1° CLASS. EMMA PIANTANIDA. LEGNANO (MI) 2002
1° CLASS. CITTA' DI CAMPI BISENZIO (FI) 2002
1° CLASS. M. KOLBE. SAVIGLIANO (CN) 2002
1° CLASS. CITTA' DI PAMPARATO. (CN) 2002
1° CLASS. G. GRONCHI. PONTEDERA (PI) 2002
vincitore - ad ex aequo con Francesco dell'Olio, del CONCORSO d'ESTATE II edizione - 2002

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   P U B B L I C A Z I O N I   

IL CERCHIO DELLA LUNA - BLU DI PRUSSIA EDITRICE
DOVE VANNO A MORIRE LE CHIMERE - CIRCOLO L'IMPEGNO
IL SEME DEGLI ANGELI - POETI NELLA SOCIETA'
OMBRE DI CRISTALLO - PERSONALEDIT
NEL SILENZIO DEI SENTIMENTI - GOLDEN PRESS
SIAMO CICALE MUTE NEL SOLE - IBISKOS
IL VOLO - MONTEDIT
OLTRE LA LUCE DEL SILENZIO - NOIALTRI EDIZIONI

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   POESIE   

C R I S A L I D I    D'  A C C I A I O     - Poesia vincitrice del CONCORSO d'ESTATE 2002    

Questi figli che cavalcano anni veloci,
anime di cartapesta svezzate a benzina
e telegiornali intinti nel sangue.

Questi figli che giocano a tatuarsi
le braccia con inesorabili buchi
e viaggiano con i sensi intorpiditi
dentro lune di ghiaccio
e crisalidi scolpite nell'acciaio.

Questi figli che colpiscono alle spalle,
abbagliati da un Dio in filigrana
gettano alle ortiche coscienza e rimorsi.

Sono germogli impauriti
spesso bruciati dalle bugie dei padri,
che si donano alle mode
come capretti da macellare.

Questi figli che sfidano la morte
sopra strade d'asfalto tagliente,
come bambole di cera baluginano
al riflesso d'impietose lamiere.

E per una volta ancora
si sentiranno più grandi,
talmente adulti da non riuscire
più a perdonare.

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   LA ROTTA DEGLI AQUILONI   
(a mio nipote lorenzo)

Scoprirai che vivere
a volte è più crudele di morire,
tu che hai ripreso la vita per i capelli
il giorno dopo che sei sbocciato.

Capirai che il tempo è il nostro eterno padrone
e spesso quello che ci regala
è soltanto un canto di cicale
che si spegne con l'estate.

Scoprirai quanto sia importante
una parola detta con l'anima appoggiata sul cuore,
potranno anche deriderti, ma tu non t'inchinare.

Avrai attimi da incorniciare al muro
e giorni da cancellare nel vento,
ma non scacciare mai la speranza,
lei è sempre più forte del nostro umano tormento.

Ti insegnerò ad amare sempre
anche oltre le apparenze,
ad essere giusto anche quando la notte
ti impedirà di sognare.

Ti insegnerò che per essere uomini veri
non basta essere persone,
ma bisogna inventarsi ogni giorno nel cielo
la rotta degli aquiloni.

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   I L   N O S T R O    C A R N E V A L E   

Il nostro carnevale non finisce mai,
ormai le maschere
sono cucite alla pelle
e allungano con famelica ingordigia
le radici verso il cuore.

Nelle vene s'insinua il sorriso stanco
di un Pierrot sconfitto,
pallida marionetta
che non osa più girare le pagine
dal calendario dei sogni.

Oltre queste dimore
dimenticate anche dalla luna
opachi fantocci si stringono le mani,
imprecano e vomitano parole
su altre parole dettate dal dolore.

E sarà inutile spargere ancora
coriandoli e stelle filanti
per togliere luce ai pensieri,
verrà la notte con la sua triste allegria
a seminare l'anima di rimorsi.

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   V I T T I M E   E   C A R N E F I C I   

Ti ho intravisto
nella mostruosità del sangue
versato con l'inganno,
gli occhi spenti incollati al cielo
e le membra divelte,
macabro trofeo di dolore
tra i grattacieli sventrati di New York.

E ti ho rivisto
tra bagliori di fuoco,
gettato in mezzo alla strada
come uno straccio usato,
con lo sguardo colmo d'orrore
mentre nei pugni stringevi
la tua terra natia di Palestina.

E poi ancora
urla di bambini nella notte
invasa dal rumore dei cacciabombardieri,
volti di persone
con la pelle a brandelli,
bombe intelligenti nel cielo di Kabul,
vittime e carnefici
un gioco infinito delle parti.

Eppure stavo lì,
pigramente seduto davanti alla T.V.,
un poco vittima un poco carnefice,
avvolto nella patina d'indifferenza
che ci rende tutti uguali,
che ci fa complici della morte.

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   D E N T R O   U N O   S P E C C H I O   I N C R I N A T O   

Confesserò alla notte
i tumultuosi pensieri
che il vento spinge nelle vene,
mentre miriadi di stelle s'incendiano
oltre i confini dell'universo.

Svelerò le penombre
che intrecciano il destino
con la memoria del silenzio,
insenature di tempo dove i fantasmi
che abbiamo scacciato dall'anima
riprendono vita.

Soffocherò nella luce
quest'arsura di poesia,
che mi fa vivere
come se fossi rinchiuso
dentro uno specchio incrinato.

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   IL VENTO DI PETRA   

Soffia forte il vento a Petra,
tra rocce intrise di tempo
si perde il suono d'antiche magie,
musiche che passano
tra labirinti di ore mai svelate.

Qui le memorie rivivono
tra sipari di sole,
ogni giorno la vita rinasce
in scenari dipinti di rosa,
qui ogni granello di sabbia
profuma d'immenso.

Le nuvole vanno a sfiorare
il limite del cielo,
passando come funamboli
sul filo dell'infinito.

Una serenità leggera
invade l'anima e il cuore,
sui sepolcri degli avi
volteggia un sospiro
di presenza oltre la morte.

Si è impigliato il vento
fra i sogni a Petra.

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   S I A M O   U C C E L L I   D I   R A P I N A   

Ci hanno lasciato
in balia dell'infinito,
sull'asfalto scivolavamo muti
con in dono l'agonia dei giorni,
siamo uccelli di rapina,
aquiloni con il filo rotto.

Urliamo con il cuore
e tutti si fingono sordi,
parliamo con l'anima
e nessuno si chiede
a cosa serve la fantasia.

Viviamo sogni altrui,
moriamo perché gli altri
non vivano solo di realtà,
la loro luce si è spenta
il giorno in cui hanno smesso
di credere alle favole.

Dicono che siamo ciechi,
ma nessuno ci guarda
nel profondo degli occhi,
noi eterni zingari della luna
con la bramosia
di bruciare in fretta la vita
che loro non vivono.

  

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