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LA DISTINZIONE TRA MUSICA COLTA E MUSICA LEGGERA
  Le espressioni «musica "colta"» e «musica "leggera"» rappresentano un tentativo - assolutamente difficile e certamente imperfetto - per inserire in elenchi diversi i differenti generi musicali (e quindi i compositori e gli esecutori che con essi si cimentano).
   In questo senso, consideriamo «musica "colta"» quella che non soltanto - o non necessariamente - fa uso di strumenti, di ambienti e di concetti "classici", ma che contiene al suo interno una precisa intenzione teorica, estetica, ed intellettuale.
   Sempre in questo senso, la «musica "leggera"» è quella nata da nessun'altra esigenza che quella di fare musica, e che perciò ha valenze estetiche perlopiù sensibili.

Nel sito www.mondodarte.it abbiamo scelto di dar spazio unicamente alla musica colta.

     ANALISI FILOSOFICA di Davide Olivoni

MUSICA COLTA: suscita un movimento estetico intellettuale - ha effetto sulla ragione e reclama attenzione dalle facoltà superiori della mente - perciò è musica da ascoltare

MUSICA LEGGERA: suscita un movimento estetico sensuale - ha effetto sul corpo, disponendolo a particolari stati emotivi (di solito all'ebbrezza e all'allegria), ma non reclama affatto l'attenzione cosciente - perciò è musica d'atmosfera

La musica colta è talvolta inascoltabile, inopportuna, perché reclama attenzione. È come un individuo che vuol farsi ascoltare mentre stiamo parlando con un altro o facendo qualche altra cosa. Uno scocciatore, in quel caso. Tuttavia il suo messaggio potrebbe contenere cose utili e belle, illuminanti.
La musica leggera, al contrario, non reclama alcuna attenzione, poiché resta sotto il livello razionale e da lì muove e dispone sensualmente.

Poiché la musica colta è eminentemente razionale e offre oggetti validi per le facoltà superiori, ha anche la necessità di essere compresa. E così come lo «scocciatore», anche quando riuscisse a ottenere udienza, non potrebbe farsi comprendere se parlasse una lingua sconosciuta agli interlocutori; così anche alla musica colta non è sufficiente un orecchio consenziente, ma richiede una preparazione e la familiarità con quel tipo di linguaggio.
La musica leggera, invece, è in sé multilingue e multirazziale poiché parla al corpo usando messaggi sensibili. In questo senso, tanto più la parte letteraria della musica è redatta in una lingua straniera sconosciuta agli ascoltatori, tanto più la musica è davvero «leggera» - poiché non coinvolge le facoltà superiori neppure per quel che riguarda la componente discorsiva.

Ora, talune composizioni cosiddette leggere sono invece vere e proprie musiche colte (e viceversa) per le peculiarità del loro contenuto estetico. "Talune", però; ché alcuni strumenti (concettuali e sonori) ed alcune strutture (concettuali e ritmiche) della musica leggera implicano una leggerezza insormontabile; così come alcuni strumenti e strutture della musica colta dànno una gravità ineludibile.
Queste qualità sono perlopiù di natura estetica, per cui un certo suono o successione di suoni colpisce più il razionale o il sensibile, ed è assai macchinoso cercare di deviarne gli effetti e le conseguenze. Ma esiste anche una componente culturale, dacché hanno una valenza non trascurabile l'atteggiamento del fruitore e l'occasione (luogo, momento e mezzo) dell'ascolto. Queste qualità ostacolano notevolmente il tentativo di rappresentare una ispirazione con gli strumenti e le strutture del genere opposto; e di fatto pongono un serio problema quando si vogliano mescolare i due generi in uno stesso programma musicale (spettacolo, compilation, etc.).

Davide Olivoni

NOTA: siccome la distinzione tra musica "colta" e musica "leggera" pone notevoli problemi teorici, e coinvolge anche il "gusto" di chi pone la distinzione, allora sono ben accètte tutte le questioni e le critiche che i lettori vorranno porre.  Nel limite del tempo a disposizione, Davide Olivoni risponderà a tutti.
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