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Per DAVE Philosopher (al secolo Davide O.) la musica è sempre stata l'attività principale. Di provenienza dal teatro lirico (regista e tenore) e con una laurea in Filosofia, ha anche
scritto e pubblicato diversi saggi di filosofia, racconti di fantascienza, e raccolte di
poesie. Si costruisce da solo le parti elettroniche del proprio impianto e dei propri effetti per chitarra, così da avere un sound unico e riconoscibile, così come la sua musica.
Dave suona il suo repertorio almeno dal 2014, e nel 2017 gli dà il titolo di "vagaMENTE blues", e da allora
(fino ad adesso 2026) i concerti sono stati innumerevoli.
Recensione di Canio Manesti,
del portale culturale MONDODARTE.it (2018)
Questo libretto è una sorta di biografia culinaria dell’artista.
Descrivendo le ricette, Dave Philosopher parla anche un po’ di sé e del proprio mondo,
del suo sport preferito, che è la pesca subacquea, delle scogliere di Piombino, dove è nato e vive,
ed ovviamente della propria musica.
"Bellissimi" mi paiono, i "consigli di bevande e d’atmosfera" con i quali l’Autore chiude ogni ricetta,
e che poi sono un compendio della sua Weltanschauung e della sua Filosofia.
In quelle note di chiusura dà anche consigli di ascolto,
e lì figurano BB King, Jimy Hendrix, Seasick Steve, John Lee Hooker, e tanti altri...
Per chi ama la musica di Dave Philosopher,
il libretto UN BLUESMAN DIETRO AI FORNELLI sarà una vera delizia,
perché quel blues così contaminato e spurio che costituisce il suo particolarissimo sound, potrà anche mangiarselo...
ed io che per conoscenza personale ho avuto il privilegio di assaggiare la sua cucina
(invitato a cena a casa di Dave),
posso assicurare che è veramente "buona" come la sua musica.
E che porzioni!, certamente non dietetiche ma così soddisfacenti..."
C.M.
intervista aDave
Philosopher, bluesmanpiombinese (di Canio Manesti, febbraio 2016)
Siamo
a Piombino, la città diDave Philosopher. Ci siamo
dati convegno al faro di Piazza Bovio, un luogo fantastico che porta
quasi in mezzo al mare. Questa mattina di febbraio 2016 sembra davvero
primavera. Raggiungo Dave che è già al faro. Siamo sul mezzogiorno,
la piazza è vuota. Lui ha preso l'armonica che porta sempre con sé e
sta improvvisando un blues seduto sulla panchina.
C: Ciao, Dave. E' tanto che aspetti? D: Da un po', ma son stato qui a suonare, e va bene così. C: Bella questa piazza. Per me che non abito in una città di
mare, è quasi un sogno. Ti invidio perché abiti qui! Ma ora veniamo
a noi. Ho letto diverse cose di te e sembri un artista poliedrico. D: Beh, sai, però l'ispirazione è una soltanto. Se una volta
si esprime col blues, e un'altra con la poesia, è soltanto un caso. C: Tu comunque fai musica da sempre. D: Sì. Non ho mai smesso, anche contemporaneamente ad altre
attività. Ho iniziato, bambino, dallo studio della tromba nella banda
cittadina, per poi passare alla chitarra classica, e poi al canto
lirico. Sarei anche laureato in filosofia... C: E' per questo ti fai chiamare Dave Philosopher? D: Sì. ...dicevo che sono anche laureato in filosofia, ma che
non ho mai sfruttato questa laurea se non per un accrescimento
personale. C: Hai parlato di lirica. D: Sono tenore e direttore artistico di una nota Compagnia
Lirica. Ho cantato molte volte Bohème, Traviata, Pagliacci... ...Per
molti puristi sembra sia un oltraggio, per un cantante lirico, fare
anche del blues, quindi tengo le due cose ben separate. C: Davvero molti la pensano così? D: Purtroppo sì. Ma faccio come mi pare. C: Fai bene. Parliamo del blues. D: Ok. Chiedi. C: Innanzi tutto: tu fai la tua musica, non le cover. D: Non è sempre stato così. Da qualche anno, però, visto che
ho un vasto repertorio mio, cerco di sfruttarlo e di proporlo al
pubblico. C: Direi con successo, visto gli applausi che ti fanno. Anche
io, ieri sera, mentre suonavi, mi accorgevo di battere il dito sul
boccale di birra al ritmo della tua musica. Lo facevano un po' tutti,
anche quando parlavano tra di loro. D: Faccio quello che posso. In verità, da quando faccio musica
ho sempre cercato di non far mai annoiare il pubblico. E questo vale
sia per il blues, sia per le regie liriche che ho curato. Nel blues è
forse un po' più facile perché lo vedo subito negli occhi di chi
ascolta, se una cosa piace o no. Se piace continuo, se non piace
cambio. E' uno dei vantaggi di suonare da solista. Con una band non è
sempre possibile perché spesso occorre attenersi ad una scaletta. C: Tu infatti ti esibisci da solista. E' una scelta o una
necessità? D: Io, con la Compagnia Lirica, collaboro sempre con molti
artisti. E' bellissimo avere tutti questi contatti e contaminazioni,
però ti lega molto ad un progetto, ad una data. Così ho voluto
esplicitamente riservarmi questo spazio artistico al mio solo
desiderio e talento. Così, se voglio accettare una serata in un
locale, non ho da chiedere la disponibiltà di nessuno. C: Tanto con te, anche come solista, non manca certo la musica.
Ti fai il ritmo col piede e poi hai una voce che "riempie"
moltissimo. D: Per la voce, ti devo dire che, anche se non canto mai da
tenore quando faccio il blues, tuttavia la mia formazione tecnica mi
consente tante cose... Per il resto della musica mi affido molto ad
una strumentazione particolare che mi vanto di costruirmi da me. E
questo mi consente di evidenziare il groove... C: Tu non usi le basi, vero? D: Assolutissimamente no. C'è stato un tempo in cui le basi
andavano di moda, e dovevo usarle anche io, ma da una decina d'anni,
fortunamente, non piacciono più, quindi suono tutto dal vivo.
Per un po', affacciati dalla piazza, abbiamo parlato delle isole e del
mare di Piombino. Poi, dopo un lauto pranzo, siamo andati a casa di
Dave e abbiamo improvvisato una jam con due noti musicisti piombinesi
che Dave mi ha presentato strada facendo.
C.M.
guarda ed ascolta NO
PROBLEM,
un videoalbum da solista di Dave Philosopher (2026)
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